Ecco lo sconcertante articolo apparso sul sito dell’organizzazione…

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Per il collettivo milanese “Controvento” la foiba di Basovizza è una “fake news”.

Un articolo sul sito dell’organizzazione della provincia di Milano – infatti – si interroga sul reale valore storico del luogo in questione: “L’11 settembre 1992 il sito della foiba di Basovizza diventa monumento nazionale. Cosa rappresenta questa foiba, in realtà un pozzo di lignite in disuso?”, si chiede l’autore – rimasto anonimo – dell’arguta riflessione.

E ancora: “Per anni ed anni gli studiosi vicini ad ambienti di estrema destra, gli unici a trattare l’argomento foibe, hanno trasformato il pozzo di Basovizza in una sineddoche di tutto ciò che è alla base della giornata del ricordo; secondo questi studiosi e secondo persino i partiti di centro-sinistra, nella foiba di Basovizza furono “buttati” ben 2000 italiani; ma abbiamo qualche prova concreta?”. Per il collettivo milanese fu la “propaganda filo-fascista” quella “orchestrata dai missini” ad “ingigantire” le notizie riguardanti le foibe. Sempre secondo quanto sostenuto dall’articolo citato – poi – poiché non vennero ritrovati resti umani, si procedette mediante un calcolo volumetrico ai fini del calcolo delle vittime.

La foiba di Basovizza è stata riconosciuta come monumento di interesse nazionale nel 1980. Il 1991 è l’anno nel quale Francesco Cossiga si è recato in visita ufficiale presso quei luogi. Oscar Luigi Scalfaro ha riconosciuto la foiba come monumento nazionale – come scritto correttamente dal Collettivo – nel 1992. Con la legge del 30 marzo 2004 n. 92,, il governo Berlusconi ha istituito “Il Giorno del ricordo”, al fine di commemorare un dramma sino ad allora quasi completamente sconosciuto ai più. L’ex pozzo minerario – com’è riconosciuto dallo Stato italiano e dalla quasi totalità degli storici – è stato utilizzato, a partire dal maggio del 1945, per esecuzioni sommarie subite dagli italiani per opera del maresciallo comunista Tito.

 Certa sinistra – tuttavia – continua a negare. Si può leggere – ancora – sul sito di “Controvento”: “Come possiamo quindi, dopo quanto scritto, prendere per vero le stime degli storici vicino al MSI? Probabilmente per cercare di ristabilire il mito dell’italiano colonialista gentile abbiamo preso per vero tutto ciò che ci veniva servito per ribaltare le responsabilità del fatto storico tristemente noto come italianizzazione forzata delle terre orientali”. Per l’organizzazione della provincia di Milano, quindi, sembrerebbe quasi di poter dire che gli studi storici di Oliva, Molinari, Petacco, La Perna, Pupo e Spazzali siano in qualche modo stati orientati dal Movimento Sociale Italiano. E altrettanto, magari, questa sinistra arriverebbe a dichiarare per i riconoscimenti ufficiali di una vera e propria tragedia nazionale e per le testimonianze raccolte successivamente. Una “fake news” rimasta tale solo per chi continua, offuscato dall’ideologia, a non voler ammettere l’evidenza.

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